Mio Figlio in Rosa, Storia di una crescita anticonvenzionale

Sono Camilla.

Mi chiamo Camilla e vivo a Firenze. Il mio blog Mio Figlio in Rosa nasce dalla necessità mia e dei miei figli di condividere la nostra esperienza. Siamo una famiglia normale, ricca di fantasia e di animali da compagnia, a cui piace leggere e viaggiare e giocare e passeggiare in montagna.

Nulla di più normale se non fosse per il mio secondogenito che vorrebbe essere (anche) una bambina pur essendo biologicamente maschio. Accettato fin da subito per quello che è, perché nessuno di noi ci ha mai visto nulla di male, io, da madre, notando la costanza, la forza e la determinazione delle sue idee, ho iniziato a domandarmi se i suoi gusti potessero nascondere qualcosa di più. Così negli anni, leggendo e studiando e confrontandomi con famiglie all’estero, sono entrata nel mondo della fluidità di genere, della disforia di genere, della transessualità, del queer, di ogni sfaccettatura dell’identità di genere. Un mondo, in Italia, in gran parte sconosciuto e molto ostacolato. Riconosciuto quasi come selvaggio e diabolico.

Mio Figlio in Rosa

Non vedendo nulla di diabolico né di selvaggio in mio figlio, se non quando si arrampica su per i muri a mo’ di scimmia, ho creduto necessario  condividere la nostra normalità e allo stesso tempo passare ad altri le informazioni che a me sono state e sono utili  per stare vicina ai miei figli. Parlo dei miei figli al plurale perché chi vive una condizione atipica sa che l’intero nucleo famigliare ne viene coinvolto. Mio figlio in rosa non è l’unico a doversi giustificare perché si veste di rosa o gioca con le fatine.

Deve giustificarsi anche il piccolo e anche la grande, perché hanno un fratello COSI’.

E devo giustificarmi io, madre degenere, che espone il proprio figlio a critiche e disappunto non imponendogli un bel punto di blu. Ecco io vorrei far capire che dobbiamo invertire il paradigma: non è la persona non conforme che deve adeguarsi per proteggersi, non sono io madre che devo conformare mio figlio altrimenti lo espongo a sofferenza certa ma sono gli altri che devono imparare a conoscere, capire  ed accettare.

Bisogna capire che la normalità non esiste e che la diversità, intesa come varietà, è la vera ricchezza del genere umano. Spero che la nostra storia possa aiutare qualcuno e spero che le informazioni passate possano aiutare a fare un po’ di chiarezza. E spero di conoscere tanti, fantastici bambini/e come mio figlio in rosa!

Mio figlio in Rosa conta su di voi! Grazie di tutto!

Ho letto i tuoi post e potrei averli scritti io, tanto le nostre storie si somigliano!! Mille volte grazie per aver avuto la forza di iniziare a condividere la vostra esperienza, capisco i timori e le paure perchè sono le stesse che mi accompagnano ogni giorno!! Sono convinta dell’importanza di condividere e raccontare le nostre esperienze su questo tema che è ancora così tanto un tabù…

Loredana