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Cara Arianna

“Ciao Camilla.
Ho letto oggi un articolo che parla di te e di L. Sono rimasta ammaliata.
Cioe’ mi spiego…. il video pubblicato mi stringe il cuore e volevo dirtelo.
Credo tu stia facendo la cosa forse meno facile ma la piu’ giusta.
Per L. e sono sicura per te e la tua famiglia. La serenita’ e la felicita’ di un figlio/a non ha prezzo.

Io sono donna da due anni (dopo un percorso interiore difficile, lungo e fatto in grande solitudine) e un papa’
(molto orgogliosa nei miei ragazzi!) e ai miei tempi (ho superato da poco i 50 anni) certe realta’ erano semplicemente taciute.
Ma sono sempre esistite. SI… sono sempre esistite.

Ti sto scrivendo senza pensare troppo. Per testimoniarti la grandissima stima che ho di te e di tutta la tua famiglia.
Istintivamente vorrei fare qualcosa …. quante volte ho pensato di portare la mia testimonianza per aiutare chi affronta questa esperienza
umana particolare ma intensa. Ma non so ancora come… Forse la tua testimonianza mi apre uno spiraglio.

Spero di poter esserti vicina e continuare a sentirti.
Intanto ti stringo forte e abbraccio forte anche tu* figli* L.

Arianna”

IBM Italia S.p.A.
Sede Legale: Circonvallazione Idroscalo – 20090 Segrate (MI)

Cara Arianna,
devo ammettere che in questo momento sono commossa forse per la tua bella storia che ho appena letto su internet nell’articolo de Il Giornale (si scusa ma sono andata a cercare se c’erano tue notizie perché prima di espormi visto che c’è di mezzo anche mio figlio mi accerto di aver a che fare con persone vere),
Mi pare così assurdo, così ingiusto, che si debba avere una vita difficile o non essere accettati per la propria identità. Non basta essere persone per bene? Mi commuove la tua azienda. Ieri quando ho letto la tua mail e in fondo c’era l’intestazione IBM ho pensato ‘cavolo….sprint!’ . Non ti nascondo invece che nella frase ‘sono una donna e un papà’ ho cercato per un po’ l’errore di punteggiatura che non mi faceva seguire il filo del discorso per poi dirmi ‘ma che scema….il papà è sempre lei!’ quindi figurati, se faccio confusione io….immaginati gli altri!
Insomma magari piano piano le cose cambieranno. Io non sono troppo fiduciosa che avvenga in tempi brevi anche se l’interesse che l’argomento suscita nel bene e nel male io lo trovo positivo.
Ti assicuro che visualizzare sotto forma di ‘fenomeno’ una cosa che per me é totalmente normale fa uno strano effetto. Ciò nonostante non riesco a non considerarmi semplicemente normale. Certo in questo momento sono anche in questa magica fase in cui non ci sono troppe decisioni da prendere perché mio figlio è ancora piccolo. Tra un paio di anni sarà peggio…. e mi preoccupa moltissimo la cosa. Forse ho sempre sotto sotto covato la speranza che mio figlio fosse tra quelli ‘a cui passa’….. ma non perché non voglio un figlio transessuale ma per le difficoltà che indubbiamente dovrebbe affrontare! Perchè insomma lo sai meglio di me….mica é una passeggiata!
ti abbraccio
Camilla

“Ciao Camilla,
sono davvero molto ma molto contenta di avere ricevuto la tua mail oggi.
Immagino quanta gente possa averti cercata e quanti giornalisti possano aver mostrato interesse per te e la tua storia.
Ricordo all’epoca della mia intervista quanto interesse (e’ stata pubblicata qualche settimana dopo averla fatta ed ero appena uscita dall’ospedale
dopo l’operazione di riassegnazione del sesso).
Non so se sia davvero bella la storia che hai letto sul giornale. Sai sembra un pochino piu’ speciale di quella che e’ veramente.
Alla mia eta’ con i figli grandicelli non e’ facile affrontare certi cambiamenti.
Il rapporto coi miei figli e’ ancora in divenire e ancora tutto da scrivere. La loro “transizione” e’ molto piu’ difficile della mia.
Ma ci vogliamo bene e questo e’ la cosa piu’ importante
Mi sono state offerte interviste aggiuntive. Inviti televisivi e tanto altro….
Li per li mi sembro’ bello tanto interesse.
Ma poi non sono piu’ riuscita a capire il confine tra un interesse genuino rivolto a far conoscere questa realta’, che altro non e’ che una
delle tantissime esperienze umane, e la ricerca maliziosa (magari un poco morbosa) della notizia che attira lettori, curiosi ecc.. e che muove le acque.
Non ho mai trovato la risposta perche’ una risposta precisa non c’e’.
Parlare di certe cose crea sempre contrasti, critici, estimatori.
Troverai sempre chi ti puntera’ il dito dicendo che metti in piazza la vita di tuo figlio/a per protagonismo o chi ti capira’ davvero.
Ma va bene cosi’, ritengo che non parlarne affatto sia molto peggio.

I tempi sono cambiati moltissimo.
Certo c’e’ una parte di societa’ bigotta, conservatrice. Ma lo e’ solo per paura del diverso. Per lo sforzo che deve fare per capire o perche’
certe verita’ mettono in crisi il proprio ordine morale con cui classificare bene/male, giusto/sbagliato ecc..
Piu’ facile rifiutare la realta’ che mettersi in gioco.

Ma Camilla credimi c’è davvero tanta gente che comprende e capisce.
La societa’ per larghi strati e’ ben piu’ avanti delle
istituzioni e dei nostri politici.
Non ti voglio dire che sara’ tutto facile. No. Ma secondo me puoi essere molto fiduciosa.
Con tante persone ci vuale anche tempo, perche’ come stai facendo tu con tuo/a figlio/a anche chi vi e’ vicino deve fare la propria “transizione”.
E poi dimmi, cos’e’ davvero normale? Sai quante volte me lo sono chiesta?
La mia famiglia per esempio: io,  i miei figli, siamo una famiglia anormale?
Certo io non vivo piu’ con loro ma per certi versi siamo ancora una famiglia.
Molto piu’ di tante altre in cui uno dei genitori pur non transessuale abbandona partner e figli. Io non ho abbandonato.

La risposta la trovo solo nella statistica; non so se l’hai mai studiata ma la “norma” e’ quella grandezza attorno alla quale si
concentra il maggior numero di eventi, ma non tutti. Tanti sono gli eventi che si discostano dalla norma e anche intorno a questa grandezza nessun evento e’ uguale all’altro. Sono tutti differenti. Ecco normale e’ una convenzione sociale.
Uno standard necessario per affrontare ogni giorno la vita e dare un senso alle cose. Ma non e’ e non puo’ essere un valore.

Credo di comprendere le tue preoccupazioni. Esempi positivi ne troverai sicuramente.
Non sono ancora tantissime le persone transessuali che riescono ad avere una vita comune… perfino banale.
Pensa che sono arrivata a cercare la banalita’ delle cose quotidiane pur di rifugiarmi nell’anonimato e passare per una donna qualsiasi.
Ti stringo forte”.
Arianna

 

One thought on “Cara Arianna

  1. Bella storia e complimenti per il coraggio di averla raccontata.
    Io sono una travestito. Molto semplicemente.
    Le parole gender, trans, trav, disforico …. mi sembrano un inutile giro di parole e un poco ipocrite. Sono un travestito e basta.
    Ci ho messo 40 anni e poi sono “uscita di casa” . Mi sono detta che avevo il diritto di essere me stessa e non potevo continuare a vergognarmi e nascondermi per una colpa che non ho.
    Ora lo sanno “quasi tutti”. Soprattutto lo sa mia moglie, i miei amici, e tante altre travestite con cui ho sfondato la porta di casa per uscire.
    Ne valeva la pena, è migliore la mia vita, anzi è diventata una vera vita. Sono maschio e femmina insieme e i vestiti li scelgo come mi piace e mi sento in ogni momento. Ma contemporaneamente ho visto polverizzta il 90% della mia vita sociale. Pazienza, probabilmente non aveva un grande valore.
    Ma la disforia di genere è una cosa molto complessa e se vuoi la mia spassionata opinione, il tuo carissimo figlio o figlia che sia, è troppo giovane per essere inquadrato/a in una di queste realtà.
    Io aspetterei ancora qualche anno e poi eventualmente affronterei la cosa con qualche dato in più.
    Ma questa è la mia opinione assolutamente non scientifica, dovuta solo alla mia personale esperienza e percorso.
    Negli anni trascorsi avevo perfino meditato il cambio di sesso, e poi sono passato/a attraverso la negazione totale, poi ancora a travestirmi di nascosto…. e via così.
    é bello che tu ti preoccupi di seguire e aiutare tuo figlio/a ma ad un certo punto dovrai avere la forza (e ne dovrai avere tanta ) di farti da parte e di lasciarlo imboccare la sua strada in totale libertà.
    A costo di vederlo uscire dalla tua vita. Perchè spesse volte la strada della libertà porta in un mondo di solitudine.
    Duole dirlo, soprattutto a chi come te spera in un mondo di comprensione e tolleranza, ma prima che le diversità, e intendo tutte le diversità, non solo quelle di genere siano accettate ed AMATE passeranno ancora tanti e tanti anni.
    Auguri

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