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Che genitori siamo?

In questi anni di studio e attivismo per la creazione di uno “stato di diritto” dell’infanzia trans sono entrata in contatto con moltissime persone che mi hanno raccontato la loro esperienza di vita. Ho ascoltato le storie dal punto di vista dei figli e delle figlie, alcuni già ben avviati oltre i 50, altri poco più che adolescenti, altri negli ‘anta’ e ho ascoltato anche le storie dal punto di vista dei genitori che si trovavano a dover comprendere una natura spontanea ma differente dei loro figli e delle loro figlie cui non erano affatto preparati.

Sono arrivata alla temporanea conclusione che i genitori più o meno si suddividono in 5 macrocategorie:

I ‘GENITORI’

Per me i bravi genitori sono semplicemente i genitori tutti maiuscoli. Non hanno una definizione perchè fanno il loro dovere. Poco importa se stanno diventando delle mosche  bianche. Che gli altri non si comportino bene non fa di loro degli eroi. Fa di loro dei BRAVI GENITORI! Che già questo ricompensa di tutto perché vuol dire riuscire a offrire i mezzi ai propri figli e le proprie figlie per diventare degli adulti consapevoli e forti. I GENITORI sono quelle persone che sanno che hanno generato altre persone con le quali si incamminano in un viaggio del quale non sono loro a scrivere il percorso. Sono quei genitori che si mettono in discussione. Che non vogliono realizzarsi attraverso chi hanno messo al mondo. Che rispettano la libertà altrui e, perché no, insegnano ai propri figli a fare altrettanto. Sono quei genitori che possono sbagliare, che sanno di non essere perfetti. Che non si sentono in competizione. Con nessuno. Che vivono qualunque cosa ci sia da vivere accanto a chi amano.

I genitori ciechi e sordi

I genitori ciechi e sordi  sono quei genitori che hanno la realtà sotto gli occhi ma non la vogliono vedere. Vivono una vita di finzione innanzitutto con loro stessi. Hanno figli o figlie con una identità di genere differente o un orientamento sessuale chiaramente non etero ma ci tengono a ripetere continuamente che il figlio o la figlia ha una nuova fidanzata o un nuovo fidanzato. Lo raccontano a tutti. In primis ovviamente a loro stessi. Sono quei genitori che anche se si chiede loro aiuto non sentono, che sono concentrati sul loro lavoro e sull’apparenza della famiglia. Quelli che, se anche un giorno parlerai loro, ti diranno ‘ok ma per favore se avrai mai un compagno o una compagna non farti vedere mai in atteggiamenti affettuosi che non posso nemmeno pensarci’ oppure ‘ok però se ti senti maschio o femmina (‘o altro’ sarebbe un concetto troppo avanti) basta che lo sei fuori di casa’. Come se l’identità di genere dipendesse dal luogo in cui uno soggiorna.

I genitori terroristi

I genitori terroristi sono quelli che si comportano come i genitori ciechi e sordi ma, temendo che tu possa comunque andare per la tua strada e far fare loro brutta figura, sfruttano la tua stanchezza e la tua solitudine per convincerti a non ‘cambiare’ attraverso un vero e proprio terrorismo psicologico: ‘guarda che sarai discriminat* tutta la vita! e non troverai lavoro e rischierai sempre di essere malmenat*’; ‘cosa pensi che saranno delle iniezioni di ormoni a farti cambiare genere? Sei nato maschio e maschio resterai sempre!’; ‘Ah queste sciocchezze del 21esimo secolo che mettono in  testa a dei/lle giovani senza arte né parte che esistono più generi’, ‘che vuol dire non binario…. ai miei tempi si pensava al lavoro e non a queste cretinate!’ ‘Non avrai mai una relazione sentimentale!’ ‘Sei così bell* così! Perché devi rovinarti!’. Si potrebbe andare avanti all’infinito!

I genitori finti buoni

Per me i genitori finti buoni sono i peggiori di tutti. I finti buoni sono quelli che ti amano incondizionatamente ‘così come sei’. Ma non così come sei tu. Così come ti vogliono loro. Senza che tu cambi nulla! Sono quei genitori pseudo radical chic che sono ‘così orgogliosi di te’ che sei una persona fuori dalle righe, così forte da sfidare gli stereotipi della società. Sono quelli che ‘sono sicuri’ che, se sei biologicamente femmina, ti comporti così solo perché pensi che le femmine siano deboli mentre tu vuoi essere forte! Sono quelli che se ti senti e ti comportanti chiaramente da femmina “Ah mio figlio è proprio un artista….da grande farà di sicuro lo stilista!”. Sono quelli che non importa quante volte fin da bambin* hai detto loro o dimostrato di essere maschio o femmina, secondo loro sei tanto intelligente e brav* e coraggios* che vuoi solo sfidare il mondo. Ma loro ‘certamente ti amerebbero comunque…ma tanto è come dicono loro!” La traduzione di tutto quanto sopra in breve é: nel mio finto mondo buonista meglio comunque un figlio o una figlia che posso ‘vendere’ come ‘alternativa’ che un figlio un figlia trans.

I genitori protagonisti

I genitori protagonisti sono quelli che dopo anni di negazione, spesso di fronte all’evidente sofferenza del figlio o della figlia se ne fanno carico e iniziano, grazie al cielo, a star loro vicino. Mano a mano che entrano dentro all’argomento capiscono i danni che hanno fatto prima non abbracciando la realtà e si sentono in colpa. Non sapendo gestire la colpa la negano. Dicono che loro ‘da sempre’ sono stati accanto al loro bambino o alla loro bambina. Da sempre hanno capito. ‘Da sempre’ è la loro espressione preferita. Per espiare il loro senso di colpa si mettono in prima linea. E quella prima linea caspita é bella. Tutti ti fanno i complimenti. Tutti ti apprezzano. E piano piano si dimenticano quasi di nuovo del figlio o della figlia. Perché la storia diventa la loro. 

I genitori ‘naive’

I genitori ‘naive’ sono quelli che si mettono sempre in posizione di pacata sudditanza: ‘come siete bravi voi…. io non ce l’ho la forza che avete voi!’ ‘Mica sono tutti come voi! Vedete: io ci provo ma le difficoltà della vita….’ e magari lo dicono a un padre che ha appena perso la moglie di cancro e si è ritrovato solo con tre figli di cui uno con una identità di genere differente (differente da chi?). Sono quelli che si nascondono dietro al sorriso dimesso, che ci provano ma qualcosa simette in mezzo: i nonni, la scuola, il marito, il lavoro. Sono quelli che ‘vogliono tanto bene a tutti e vorrebbero tanto avere la tua forza’. Quelli in parol povere che non vogliono assumersi mezza responsabilità ma non vogliono nemmeno essere considerati male.

Chiunque volesse aggiungere qualche categoria che mi sfugge, ne bene e nel male, è il/la/* benvenuta*

Non me ne vogliano quei genitori che si sentono giudicati da questa lista mia personalissima. Se si rivedono in qualche categoria non è certo colpa mia che le ho scritte. Indubbio è che l’Italia è un paese molto difficile. Le colpe sono molteplici e principalmente politiche ma se ognuno di noi iniziasse a fare un piccolo mea culpa sicuramente si potrebbe piano piano cambiare tutti insieme e diventare tutti GENITORI.

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