Disforia di genereInizia da qui

Come supportare i giovani transessuali

Permettere ai giovani di essere ciò che sono, a prescindere dal genere in cui si identificano, porta a una maggiore interazione tra  coetanei, a risultati più soddisfacenti a scuola, a una più intensa partecipazione nelle attività comuni e a risultati  positivi sulla salute mentale. Purtroppo la paura e la cattiva informazione riguardo ai giovani transessuali spesso fa sì che la gente non offra loro la  libertà di poter vivere una vita autentica. Di seguito troverete tutte le informazioni su come riconoscere l’identità di genere, le informazioni sulle differenti possibilità di terapie mediche e alcuni dei migliori consigli per gli adulti che lavorano con giovani transgender e con una gioventù che sta sempre più espandendo il concetto di genere.

I bambini non sono troppo piccoli per sapere?

L’orientamento sessuale solitamente si definisce intorno al periodo della pubertà, ma la comprensione riguardo il nostro genere di appartenenza avviene in tenera età. Una fluidità di genere è molto comune nei bambini piccoli (1-4 anni). Tra il 4-6 anni tuttavia si inizia a chiarire la propria identità (per esempio i bambini capiscono che l’identità rimane la stessa a prescindere dal comportamento o dai vestiti indossati) e l’identità di genere diventa abbastanza stabile.
Le cose migliori da fare per supportare i bambini

Ascoltate i bambini e chiedete loro come potete essere di aiuto. Ricerche dimostrano che bambini con uno sviluppo atipico di identità di genere che hanno il supporto di un famigliare sono molto meno a rischio di farsi del male di altri. Permettere loro di indossare vestiti che li facciano sentire a proprio agio, o lasciare crescere o al contrario tagliare i capelli  a seconda dei loro gusti personali o con lo stile che desiderano, rinforza il loro senso di sè. Anche usare nomi e pronomi che rispettano il loro sentire è un approccio che rispetta la loro identità.
Il tempo è essenziale per i bambini nella preadolescenza

Per tutti quei bambini in età prepuberale nei quali la confusione di genere è rimasta costante, insistente e coerente nel tempo, i medici posso prescrivere i bloccanti. I bloccanti prepuberali sono usati in maniera sicura e temporanea per bloccare la pubertà. Comunque esiste solo uno stretto lasso di tempo in cui i bloccanti posso essere somministrati. Passato quello diventano inefficaci e il ragazzo/a osserverà il proprio corpo cambiare in un modo che il suo cervello non accetta.

 

Alcuni fatti sui bloccanti della pubertà:

– I bloccanti della pubertà offrono ai giovani del tempo perché possano capire meglio se il viaggio che hanno intrapreso effettivamente porterà alla loro decisione di un cambio   di genere

– I bloccanti devono essere usati intorno allo stadio 2 della scala di Tanner e sono somministrati per iniezione ogni tre mesi o come impianto sottocutaneo che ha la durata di un anno. Molte compagnie assicurative non ne coprono i costi

– I bloccanti della pubertà sono stati usati con ottimi risultati negli stati uniti fin dagli anni ’50. Sono completamente reversibili e non hanno effetti collaterali sulla futura fertilità della persona. Possono anche ridurre il numero di interventi chirurgici invasivi che il paziente che decide poi di cambiare sesso dovrà subire

– Uno studio eseguito su 55 giovani adulti che si sono sottoposti all’uso di bloccanti in età prepuberale dimostra che la terapia porta a una salute mentale maggior e un livello di felicità uguale o addirittura più alto della media della popolazione non-transessuale

– Sebbene un approccio basato sul “vediamo che succede” possa sembrare l’opzione meno invasiva, in realtà potrebbe al contrario rivelarsi dannoso a causa dei cambiamenti irreversibili che avvengono durante la pubertà. Ritardare l’intervento su una disforia di genere persistente nel tempo porta per certo a un aumento dell’incidenza di depressione, stati di ansia, disordini alimentari e suicidio.
Come posso essere di aiuto?

Rispettando tutti i bambini e lasciandoli liberi di esprimere la loro identità di genere nel modo che a loro sembra più naturale

Facendo sapere ai ragazzi con uno sviluppo atipico dell’identità di genere e alle loro famiglie che non sono soli e mettendoli in contatto gli uni con gli altri

Lavorando con le scuole e i consultori perché vi siano progetti atti all’inclusione.

 

Potete trovare l’articolo originale in inglese cliccando qui

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