Disforia di genereInizia da quiInternazionale

Cos’è la disforia di genere ?

Se state leggendo questo blog probabilmente conoscete un bimbo con caratteristiche simili a mio figlio, magari proprio vostro figlio e leggere una cosa così vi mette addosso un’ansia senza pari.  Avrei potuto lasciare tale definizione da parte, ma siccome prima o poi ci sarà qualche dottore che ve lo dirà o lo leggerete da qualche parte meglio togliersi il dente subito.
Ecco, vediamo adesso di ridimensionare le cose.
Purtroppo dice bene la dottoressa Kristina Olson della Washington University, i nostri figli con “confusione di genere” sono i pionieri della transessualità moderna per cui non esistono ancora studi scientifici sufficienti per capire per bene le cose. Sicuramente nei paesi in cui il disturbo di identità di genere viene affrontato con più libertà e i bambini lasciati liberi di esprimersi per quello che si sentono di essere, si sta combattendo perché ‘il problema’ venga eliminato dal manuale diagnostico e statistico delle malattie psichiatriche.
La disforia di genere  si manifesta quando un bambino o una bambina sentono che il loro sesso biologico non corrisponde alla loro identità. In parole povere un bambino si sente una bambina e viceversa. Per questo motivo il bambino o la bambina fin da piccolissimi manifestano una tendenza a comportarsi come il genere a loro opposto volendosi vestire diversamente, facendo giochi tipicamente dell’altro sesso, sentendo avversione per i propri organi genitali.
Mantenere persistentemente nel tempo un comportamento che ha le caratteristiche che seguono può essere un buon segno che ci troviamo di fronte a un disturbo di identità di genere:
volersi vestire con cose del sesso opposto
avere principalmente amici del sesso opposto
fare giochi che normalmente si associano al sesso opposto
dire esplicitamente di sentirsi del sesso opposto
volersi far crescere i capelli (per i maschi) o volerli tagliare (per le femmine)
voler fare la pipì seduti (per i maschi) o in piedi (per le femmine)
indossare spesso qualcosa in testa ( magliette, veli, sciarpe) per fingere di avere i capelli lunghi (per i maschi)
provare un’avversione per i propri organi genitali
durante i giochi di ruolo impersonificare il sesso opposto (il bambino gioca a fare la mamma, la bambina il papà)
nel guardare cartoni animati o film identificarsi sempre nel personaggio femminile per i bambini e maschile per le bambineSpesso a questo si associa ansia e nervosismo e iperattività o depressione. Tutti sintomi di un malessere interiore perché ovviamente un bambino non ha in se i mezzi per saper gestire questa ambivalenza: essere in un modo fuori e sentirsi in un altro dentro.
Non vi nascondo che io quando leggo e studio e osservo mi sento una sorta di grafico impazzito. C’è una tale confusione, talmente poca conoscenza e talmente tanto pregiudizio che ci si sente sopraffatti. Si leggono dati sconcertanti  sulla disforia di genere  tipo queste due tavole che vi riporto:

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Tabella riassuntiva dei comportamenti a rischio nei giovani con DIG (disturbo di identità di genere)
dott. Sofia Bisogni, università degli studi di Firenze
 Più della metà delle persone transgender tentano il suicidio perché non supportati dall’amore delle loro famiglie e dalla società che li circonda. Lo trovo pazzesco. Ma la verità è anche che sì sappiamo che esistono i transessuali. Ma cosa sono? Chi sono? Nessuno ne parla e tutti contemporaneamente hanno pregiudizi al riguardo. Io prima di iniziare a crescere con mio figlio non se sapevo assolutamente nulla. E anche volendo sapere non trovavo notizie. Comprendo perfettamente la difficoltà di chi studia il disturbo di identità di genere specialmente in Italia dove abbiamo ancora da percorrere anni luce di strada e dove quindi i casi che si possono studiare credo siano davvero pochissimi.
La mia speranza è che se ne inizi a parlare di più, che si spieghi, che le famiglie appoggino i loro figli e escano allo scoperto per dimostrare che i bambini transgender sono bambini e basta e la mia speranza è che così facendo tabelle come quelle sopra diventino dati del passato
Non sono un medico, sono solo una madre con buonsenso e non credo che la disforia di genere sia una malattia psichiatrica. Credo abbia detto bene una mia amica del reparto di chirurgia estetica per la riassegnazione del sesso nelle persone transgender: ‘è tanto e tale il peso del pregiudizio che le persone con disturbo di identità di genere devono sopportare durante tanti e lunghi anni che in età adulta può portare a avere serie conseguenze psichiatriche’. Per questo è importante essere presenti subito con i nostri figli e supportarli e amarli. Così facendo, presto, il disturbo inizierà essere chiamato diversamente e non verrà più catalogato come malattia psichiatrica. Cosa che peraltro sta già succedendo in molti paesi.
Questa è la nostra responsabilità di genitori.
Certamente bisogna tenere le suddette tabelle a mente come monito per stare sempre in guardia e difendere i nostri figli, ma bisogna anche iniziare a parlare di “casi felici”, di bambini accettati e integrati, di famiglie diverse ma sane. Per abbattere il mostro del pregiudizio che è ciò che fa danni più di qualunque presupposta disforia.

6 thoughts on “Cos’è la disforia di genere ?

  1. Che la disforia di genere sia catalogata in Italia come malattia mentale è una questione di convenienza io credo. Ho seguito durante il suo percorso di transizione un’amica e ne abbiamo parlato a lungo. Il problema sta nel fatto che il costo delle operazioni è supportato interamente dal servizio sanitario italiano e che ciò è possibile proprio perché la transessualità è formalmente riconosciuta come “malattia”. Però, è triste dirlo, ha dovuto fare tutto da sola per cercare di capire come muoversi, a chi rivolgersi per iniziare la transizione… Mia madre è medico di base, ha dei pazienti transessuali e lamenta di non avere mai seguito un corso di formazione su come muoversi in questi casi. vorrebbe svolgere bene il suo lavoro perché ovviamente ad un medico non basta leggdei blog, c’è bisogno di conoscere la legge italiana, le analisi da fare, gli psicologi a cui rivolgersi…

  2. Ma forse il problema non riguarda i genitori che non riconoscono le volontà del figlio ma al contrario sono i genitori che assecondano questa follia del cambio del sesso

    1. Angelo, vedi, è quel “FORSE” che fa la differenza per un genitore di fronte al possibile suicidio di un figlio

  3. Io però ho difficoltà a capire come una persona in transizione di genere possa avere una repulsione verso il proprio organo sessuale ma essere attratti dallo stesso organo sessuale se si trova nel corpo di un altro… e dire che questo problema si possa risolvere solo con una operazione chirurgica è davvero una follia… state alla larga da psicologi e psichiatri… il lavoro va fatto su stessi per accettare e amare il proprio corpo così come è non per accettare una sua mutilazione…

    1. Questo perché una persona Trans non è obbligata a ricorrere alla chirurgia, l’identità di genere è una cosa diversa dall’organo sessuale. Inoltre una persona Trans potrebbe benissimo essere omosessuale, e la condizione non sminuirebbe la sua necessità di voler essere visto/a come uomo/donna. Siamo tutti d’accordo che il lavoro va fatto su se stessi e che bisogna imparare ad accettarsi, ma quello che Camilla vuole dire è che non è uno sforzo che un figlio può fare da solo, stargli vicino ed assecondarlo, insegnargli ad amarsi per come è e abbattere i grandi stereotipi di genere con lui è un grande passo.

  4. Ma come si può giudicare senza conoscere, senza vivere le situazioni. È proprio questa chiusura mentale l’ ostacolo più grande.Complimenti per l’ articolo, sono sicura che tuo figlio sia fortunato ad avere te come mamma.

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