Siamo noi

Grazie a tutt*

Anche questa notte mi sono svegliata domandandomi dove fossi e cosa stessi facendo. E’ una sensazione quasi di angoscia quando non ti sai bene inquadrare e posizionare. Ho cercato di stare calma e fare mente locale. Ero nel mio letto, a casa, di ritorno da un viaggio a tappe che l’ultima cosa che è stata è una serie di presentazioni, conferenze e lezioni. E’ stato piuttosto un viaggio dentro me stessa.

Un paio di sagge persone mi avevano detto che al mio ritorno non sarei stata più come prima ma io avevo ridicolizzato il commento, come mio solito. Loro però avevano inteso un cambiamento dal punto di vista della mia intraprendenza nel parlare in pubblico. Ecco quella posso dire ufficialmente che rimane difficile come il primo giorno. Non sono più la stessa però nel mio intimo. Forse ha ragione la destra dopo tutto: è vero che “il gender” si insinua dentro di te, ti fa riflettere, ti fa cambiare, ti illumina la strada di quale sia il senso della vita.

E’ difficile poter descrivere e ringraziare ogni singola persona che è stata assolutamente straordinaria, ognuno a modo suo. Ma ne voglio prendere quattro, tra le decine che ho conosciuto, che sento particolarmente vicine:

Gianfranca che mi ha accolto come una madre e fatto iniziare questo lunghissimo giro carica di amore e impegno.

Nat che con quel suo “ti ringrazia anche il me bambino” mi ha fatto capire per l’ennesima volta quanto sia essenziale il nostro ruolo di genitori.

Porpora di fronte ai cui racconti… che cosa potevo dire io? Io e lei vicine, forse inizialmente un po’ sospettose, senza grossi cerimoniali, scambiandoci il dentifricio e unite nell’idea di bellezza al di là di ogni preconcetto che agita discussioni sterili. Idea di cui suggerisce lei molto semplicemente: “Proporrei di farcene un ragione, per vivere più tranquillamente senza affanno da perfezione”

Betta per la sua immensità, per la sua disponibilità, per il viaggio che anche lei ha intrapreso e di cui entrambe conosciamo difficoltà e bellezza.

Ringrazio tutti gli occhi che mi hanno fissato, senza mai andare sul cellulare. Ringrazio chi si è commosso con me: Miki, Paola, Michela, Cinzia, Valeria (a un certo punto ti ho visto che non sapevi più come riprenderti)…..

Ringrazio quel tipo a Taranto di cui non so nome né nulla che sceso dalla nave mercantile dove lavora aveva trovato interessante l’argomento e aveva deciso di passare la sua ora libera a terra ascoltando noi. Fossero tutti così il mondo sarebbe decisamente migliore.

Mi piace mettere la foto che ho scelto come immagine del post perché quella scritta “luminosità”, apparsa in alto mentre sistemavo appunto la luminosità della foto, secondo me rappresenta in maniera bellissima la situazione. Io e Porpora sorridiamo “luminose”, consapevoli di chi sono/siamo tutte le persone “non normali” che mostrano la vita vera fatta di difficoltà ma di verità profonda, intelligente, reale, sensata.

Come scrive Porpora nel suo meraviglioso libro “L’aurora delle trans cattive”: “Essere non normali lo trovo più agibile, pratico, coerente, se di coerenza si può parlare. Eviterei anche la parola diversi, perché essa presuppone l’altro da sé, quello non diverso, quindi uguale, quindi normale. Sarebbe come svilire, privare di senso le tantissime meravigliose creature che negli anni ho incontrato, svuotandole della loro splendente dignità”

Grazie quindi a tutte le meravigliose persone “non normali” che ho incontrato in questi 15 giorni di vita vera. Mi sento onorata della vostra attenzione e della vostra accoglienza.

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