Cara Camilla

Il motivo per cui sono qui

Lo scorso weekend è stato davvero pesante. Mentre mi occupo di questo blog devo anche mandare avanti una vita fatta di mille cose e tanta pazienza. A volte, lo ammetto, mi dico: “Ma chi me lo ha fatto fare! Mi ci mancava il blog!”. Poi apro la posta, mentre cammino per strada, come tutte quelle persone frettolose che non sanno più godersi nemmeno i due passi da casa a scuola, e leggo questa lettera. E continuo a camminare e mi viene da piangere. Perché capisco L., perché so cosa si sente la prima volta che si capisce di non essere soli, perché sono contenta che tutto il tempo che dedico a questa cosa (vi assicuro moltissimo) sia utile a qualcuno, perché sono contenta che quel qualcuno farà sentire anche me meno sola.

Cara Camilla,
Sono L. Vivo a C. con mio marito e i nostri due amori P, 10anni a giugno, e D, 6 anni compiuti a gennaio.
Sono venuta a conoscenza del tuo meravioso blog grazie ad una segnalazione di una amica. Nel bel mezzo di uno dei miei ( bellissimi ) pomeriggi di slalom tra giochi/attività sportive/compiti coi miei bimbi mi arriva un WhatsApp con il link del tuo blog. Mollo tutto quello che sto facendo e lo apro. Non resisto. Ma non ho assolutamente tempo X leggerlo. Arrivo a sera dopo averci pensato tutto il resto del pomeriggio e lo apro, leggo avidamente in un nano secondo tutti i post che trovo e rimango impietrita. Piango. Piango per come scrivi, la sensibilità che rivelano le tue parole è quella di una mamma come me, mi dico, che ha a cuore più di ogni altra cosa al mondo la gioia dei suoi figli e farebbe di tutto pur di proteggerli. Di tutto. Piango xchè in ogni tua parola rivedo le mie paure, le mie ansie, i miei dubbi su come io , ogni giorno debba agire X proteggere il mio D.. Il mio Bellissimo Arcobaleno. Sono terrorizzata dal delicato momento che a settembre lo catapulterà nello spietato mondo della scuola elementare. Dall’ovattato mondo dell’asilo, dove i bimbi (forse) sono ancora liberi dalle briglie dei loro rispettivi ruoli di genere , dove nessuno gli dice niente se lui si traveste da femmina e porta a scuola, a turno, tutta la sua bellissima collezione di principesse Disney, si troverà ad affrontare, oltre a tutti i normali problemi legati alla scolarizzazione, un’ altra serie di problemi ( molto più ingiusti ) legati ai sui gusti nel gioco.
Sento il profondo bisogno di comunicare con altre mamme nella mia stessa situazione ma vivendo in una città molto piccola e provinciale  non so proprio come potrei fare. Sto leggendo ” Il mio Bellissimo Arcobaleno” di Lori Duron e piango ad ogni pagina che giro. Lo trovo fantastico. Questo mi sta aiutando a capire che non sono sola ma come posso confrontarmi con altre famiglie che vivono la nostra stessa situazione?
Se fosse possibile Camilla metterci in contatto sarebbe per me molto importante. Ti ringrazio tanto per avermi fatta emozionare leggendo le tue bellissime parole.
Ciao,
L.

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