Disforia di genereInternazionale

La transizione, questa sconosciuta!

Quella che segue è la traduzione di un articolo uscito sul Wisconsin State Journal e che spiega in maniera molto semplice la questione dei bambini transgender

Sebbene sembri che il transgenderismo tra i bambini stia improvvisamente aumentando, è in realtà molto più probabile che la sua incidenza non sia cambiata, ma semplicemente che non venga più tenuta nascosta. Questo è quello che pensano due medici della città di Madison, nel Wisconsin USA che si occupano di bambini transgender.
“So che le persone sono davvero preoccupate. Si domandano ‘è solo un capriccio?’” ci ha detto la dottoressa Jennifer Rehm, una endocrinologa pediatrica specializzata in bambini transgender. “Credo che questi bambini siano sempre stati lì, ma è cambiata la consapevolezza”
La dottoressa Kathy Oriel ci ha detto che ha avuto pazienti che hanno fatto la transizione negli anni 60s e 70s che le dicevano di aver sempre saputo che il loro sesso biologico non corrispondeva al loro genere reale.
“I racconti di queste persone sono molto coerenti e non vi è nulla di diverso dalle storie che sentiamo sui bambini di oggi. L’unica differenza è che i bambini di oggi hanno l’appoggio dei loro genitori e viene data loro voce per rivendicare la loro vera identità fin dalla prima infanzia
Generalmente i bambini iniziano a capire la loro identità intorno ai due anni. E’ abbastanza normale che in questo periodo vi sia una fase cosiddetta esplorativa, vale a dire che i loro atteggiamenti possono non essere catalogati come prettamente conformi agli stereotipi maschili o femminili di questa età. Questa è una fase che fa parte della crescita e di per sé non segnifica che siamo di fronte a un transgenderismo. Le ricerche infatti dimostrano che solo il 20, 30 % di bambini che si vestono in maniera non tradizionale alla fine desiderano davvero passare da un genere all’altro. La percentuale certamente sale fino all’85 % se invece tale atteggiamento persiste fino all’adolescenza.
In questa giovane età non vi è alcun intervento medico che viene fatto, quindi non vi è un modo per i medici di capire chi alla fine farà la transizione e chi no.
Il grado di convinzione, coerenza e persistenza sulla proprio identità ci fa capire di più su quel bambino. E’ molto diverso quando una bambina ti dice “vorrei essere un bambino così potrei fare tutti gli sport da maschio!” e quando invece ti dice “io sono un bambino!”
Per i bambini realmente transgender l’arrivo della pubertà è un periodo molto critico
Affronteranno infatti il cambiamento fisico. I loro corpi inizieranno a modificarsi CONTRO di loro, andando in una direzione che non è quella verso cui vogliono andare. Molti dei bambini che ho in cura diventano molto stressati e ansiosi al punto che alcuni tentano addirittura il suicidio. I medici solitamente dividono il processo di transizione in tre fasi: pienamente reversibile, parzialmente reversibile, e totalmente irreversibile. Poiché appunto non vi è alcun intervento medico nella fase della prepubertà. Questa fase è appunto completamente reversibile e viene chiama “transizione sociale”
Molti genitori si domandano se sia giusto o meno concedere ai propri figli di fare una transizione sociale da così piccoli, ma sempre più bambini vengono lasciati fare. I genitori seguono i figli. E’ probabile che in futuro saranno proprio i bambini a parlare direttamente ai propri genitori sul fatto di essere o meno transgender. Certamente tutti siamo d’accordo sul fatto che poter contare su un supporto psicologico durante tutta questa fase è molto importante.
All’arrivo della pubertà alcuni di questi bambini iniziano ad assumere i bloccanti degli ormoni, una medicina che tiene controllata la pubertà e ne rallenta l’insorgenza. Questo per dare tempo ai ragazzini di maturare e poi decidere insieme alle loro famiglie se continuare o meno con la transizione. Anche questo passo è completamente reversibile. Il corpo non subisce alcun cambiamento e il trattamento può essere interrotto in ogni momento. La fase “parzialmente reversibile “ avviene intorno ai 15/16 anni e include l’assunzione di testosterone o estrogeni. Alcuni dei cambiamenti che queste medicine sviluppano sono reversibili come l’aumento della peluria assumendo il testosterone, mentre altri , come l’abbassamento del tono della voce, no. La fase invece cosiddetta irreversibile è quella che include la chirurgia e che per questo non viene presa in considerazione se non in età adulta.
Il dott. Rehm dice di aver trattato bambini che avevano compiuto una transizione sociale e che poi sono tornati al loro sesso biologico prima ancora che fosse fatto alcun intervento medico. Aggiunge che questa fluidità di genere è poco accettata dalla gente, ma non è assolutamente un problema. Se un bambino nella fase pre-puberale cambia idea, non è stato fatto alcun danno. Se davvero è una fase è assolutamente reversibile a quell’età. In un certo senso dobbiamo essere certi che come genitori stiamo facendo del nostro meglio per i nostri figli e che ciò che facciamo merita rispetto.

per leggere l’articolo originale:

http://host.madison.com/wsj/news/local/education/local_schools/as-transgender-youth-make-news-doctors-say-it-is-not/article_ea8799d0-9267-5c63-9cf2-6b94711eb077.html

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