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Lettera aperta a Belpietro

Egregio Direttore Belpietro,

 

La ringraziamo per aver avuto l’intenzione di trattare nella rivista Panorama un articolo sulla  varianza di genere in età evolutiva. Per farlo però è fondamentale una corretta informazione e chiarezza su questa realtà senza diffondere dati falsi e notizie scorrette come invece  riportato nell’articolo del suo giornale in cui la giornalista Terry Marocco e la vostra redazione hanno messo a rischio la vita psicofisica e sociale di tante bambine, bambini e preadolescenti. Oltre a dare dati falsi e notizie errate, avete infatti riportato  in modo distorto e denigratorio le testimonianze di persone che hanno raccontato sinceramente le loro storie e che ora non solo sono profondamente indignate ma stanno pensando alla possibilità di passare ad azioni legali. Storie date in pasto a lettrici e lettori solo per solleticare morbosa curiosità non certo per approfondire le realtà di cui si parla nell’articolo.

Il linguaggio e le immagini presentate sono importanti perché danno la misura di quanto un uso consapevole di questi strumenti comunicativi sia portatore di significati precisi, ancora di più quando si tratta di giovani vite.

Chi gestisce un giornale dovrebbe averne a cuore le responsabilità.

Un articolo che vuole trattare la varianza di genere e mette in copertina l’immagine ipersessualizzata di un bambino con labbra e occhi truccati con lo sguardo estraniato, rimanda un’immagine deformata della realtà. A questo poi é associato un titolo vergognoso per rendere il messaggio ancora più morboso e voyeristico.

Perché? Le nostre figlie e figli non sono così, non sono fenomeni da baraccone su cui speculare ma semplicemente bambini e bambine come gli altri con il pieno diritto al rispetto per ciò che sono.

Non accettiamo questa falsa e vergognosa speculazione.

La varianza di genere in infanzia e preadolescenza (che riguarda la percezione  del sè e nulla ha a che vedere con l’orientamento sessuale) è tutelata dalla Commissione dei Diritti Umani dell’ONU, dall’OMS, dalla Commissione Europea oltre che dalle singole legislazioni di moltissimi paesi. Non è una realtà inventata, o una moda, tantomeno un contagio sociale. Il 43% di ragazz* trans, ragazz* che potrebbero essere vostr* figl*, arrivano a tentare il suicidio e spesso ci riescono a causa  dello stigma sociale che articoli come il vostro non fanno che alimentare.

Come fa tutto questo a non pesare sulle vostre coscienze?

Gli errori, le referenze sbagliate, i numeri dati per eccesso, le reinterpretazioni delle interviste sono talmente numerosi e quasi perversi che non possiamo elencarli tutti qui. Pertanto vi invitiamo a visitare il sito TMWItalia dove è pubblicato un articolo che dimostra il pessimo lavoro che avete fatto. http://www.transmediawatchitalia.info/distorsioni-panorama/

Ciò che comunque deve essere chiaro a tutti è che, per quanto inammissibile anche la totale ignoranza riguardo ad un argomento su cui si accetta di fare un’inchiesta, il rispetto, l’empatia e la protezione de* bambin* dovrebbe prescindere da ogni credo politico, religioso ed economico.

 

Distinti saluti

 

Agedo Nazionale

Beyond Differences

Generation+

MIT

ONIG

ArciGay Nazionale

Saifip

Circolo di Cultura Omossessuale Mario Mieli

Rete Lenford

Ass TGenus

Possibile LGBTI+

Associazione artistico-culturale JOEL-Art Community

Mermaids CIO Fundation

Progetto GenderLens

Ass. IAM

Gruppo TransFer

Trans Media Watch Italia

Trans Media Watch UK

Ass RisVolta

Ass. La Formica Viola

Il Grande Colibrì

Gruppo Trans* Bologna

Ass Volontariato Libellula

Genovagaya

Intersexioni

NUDI nessuno uguale diversi insieme

SIPSIS società italiana di psicoterapia per lo studio delle identità sessuali

Gaynet

L’asterisco* lgbtqipa+ Parma

Coordinamento Torino Pride

PinkRiot Pisa

Collettivo Asessuale Carrodibuoi

Studio WildSide – Human First

Lesbiche Bologna

Ass ConEducAzione

RAOT Rete Anti Omofobia e Transfobia La Spezia

QIT Watch Italia

Famiglie Arcobaleno

CIRQUE Centro interuniversitario di ricerca queer

Colettivo UgualMente LGBT

Collettivo Transfemminista Autodeterminiamoci Salerno

Redazione Pasionaria.it

Ass. Tea Generi a confronto

Omphalos LGBT

Gruppo di Ricerca della Sapienza sullo Sviluppo dell’Identità di Genere (URSIG Sapienza)

Fondazione Genere Identità e Cultura

Globe-Mae (rete dei dipendenti LGBT del ministero degli affari esteri)

BProud

Bifamilies

ALFI Associazione Lesbiche Femministe Italiane

Arcilesbica PISA LIVORNO

Sunderam Identità Transgender Torino Onlus

Comitato Laici Trentini per i diritti civili

 

 

 

 

Betta Ferrari

Camilla Vivian

Michela Mariotto

Storm Turchi

Federica Maran

Giuseppe Ferrentino

Anna LaCriola

Marianna Miele

Antonella Pasqualini

Loredana de Pasquale

Francesco Procacci

Greta Alberti

Maurizio Tondi

Cinzia Messina

Alessandro Meroni

Camilla Serafini

Marta Cossato

Riccardo Capocchini

Francesca Verdiani

Andrea Bartolini Pagnini

Mauro Pagnini

Valentina Catavorello

Elia Rofi

Luciana Latini

Franco Verdiani

Leopoldo Formini

Simone Latini

Caterina Avanzi

Gabriela Stutz,

Fulvia Gallarotti,

Emma Cortesi,

Ilia Cortesi,

Silva Milani,

Daniela Stutz,

Daniel Hintermann,

Svetlana Stutz,

Patrick Stutz,

Maria Stutz,

Karl Stutz,

Ursula Stutz,

Markus Stutz,

Marion Stutz,

Ramon Stutz,

Janik Stutz,

Kevin Stutz

Niccolò Noci

Eva Parigi

Silvia Rizza

Peter Herold

Anne Mcglone

Carlotta Marchiandi

Francesca Mastrofilippo

Angela Aloisi

Massimo Bagnaschi

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Luciano Romeo

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Ivonne Donadoni

Alessandra Beligotti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

6 thoughts on “Lettera aperta a Belpietro

  1. la faziosità di Belpietro, purtroppo, è ben nota. Condivido ogni parola che avete scritto nella lettera. Grazie

  2. Condivido ogni cosa che avete scritto nella lettera. Panorama fu una testata importantissima in passato per il giornalismo d’inchiesta, in che mani è finito ora questo giornale, Belpietro la cui faziosità va oltre ogni cosa.

  3. Signora Vivian
    giungo sul suo blog da un articolo del Fatto Quotidiano, e questo mi permette per la prima volta – se vorrà – di confrontarmi con una persona che dall’interno (e non astrattamente) sostiene certe posizioni sul tema del transgenderismo/transessualità. Sgombriamo i campo da possibili equivoci, io sostengo la vostra battaglia per il rispetto nella società delle persone trans e il loro diritto ad autodeterminarsi anche mediante una transizione chirurgica o semplicemente legale; ma la cosa mi lascia notevoli dubbi quando il discorso coinvolge i minori. Perché qui non si parla più solo del loro diritto di vestirsi come vogliono o di essere chiamati col nome che scelgono, ma anche di permettere trattamenti farmacologici (ritardanti dello sviluppo o ormoni crossgender) con cui a mio modo di vedere si finisce per patologizzare quella che è in fondo una normale espressone del loro sviluppo fisico.
    Da quel che vedo la sua posizione è che l’accesso a tali famarci dovrebbe essere libero in tutti i paesi per tutti gli adolescenti che ne facciano richiesta, sempre sotto controllo medico, ma comunque senza alcun filtro preventivo di carattere psicologico o comunque medico. Insomma, il medico non deve aver modo di influire con i suoi pregiudizi sulle richiesta del paziente (?) di accesso a detti farmaci. Bene io allora vorrei chiederle giudica lo scienziato che ha alterato il genoma delle due gemelline cinesi per renderle immuni dal virus dell’HIV?
    Non mi dica, per piacere, che sono due casi diversi, perché in entrambi si affronta in fondo il tema, eticamente controverso, dell’uomo di intervenire con la tecnica su soggetti giuridicamente incapaci, ma pur sempre a loro vantaggio.

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