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Meglio pisciato che in rosa

Oggi è uscita su tutti i giornali la notizia di una madre che, di fronte al figlio cui all’asilo era stato messo un cambio rosa  poiché aveva finito i suoi vestiti di riserva, ha detto alle maestre che preferisce avere suo figlio “pisciato che vestito di rosa”.

Vorrei dire il mio personale pensiero riguardo alla cosa poiché la notizia sta rimbalzando da tutte le parti e sono tutti super adirati.

Sono l’unica a cui la cosa puzza di bruciato? Non voglio dire che la notizia non sia vera. Ma mi pare alquanto bizzarro che una scuola o un altro genitore si prenda la briga di avvertire i giornali per una cosa così. Ho passato due anni raccogliendo testimonianze di genitori chiamati dalle scuole per la maglietta rosa, l’astuccio rosa, le scarpe delle winx. Vestiti che non andavano bene perché confondevano gli altri bambini. Ho passato anni a vedere Pezzettino e Piccolo giallo e piccolo Blu portati via dalle aule. Ho passato anni a raccogliere racconti di bullismo e di mancanza di protezione. E nessuno dico nessuno, nonostante le varie proteste, ha mai scritto un cazzo di articolo (ok sulla storia dei libri qualcuno è uscito). Adesso arriva una mamma che magari è non proprio un genio e dice e fa una cazzata che è indubbiamente una cazzata e questa rimbalza su tutti i giornali quasi a testimoniare che il problema siamo noi genitori.

Ecco a me pare che qua si vogliano leggermente confondere le idee. Che l’essere genitori non voglia automaticamente dire di essere intelligenti non ci piove e anche di questo ho varie testimonianze. Però se si vuole dare una notizia del genere e farla rimbalzare dappertutto allora perché non facciamo rimbalzare anche Pezzettino? Perché non   facciamo rimbalzare i quotidiani atti di bullismo? Perché non facciamo rimbalzare i maestri e le maestre che chiamano a rapporto i genitori per un astuccio rosa? Perché non facciamo rimbalzare le cattiverie dei genitori ‘anti gender’ sulle chat di classe? Perché non facciamo insomma un equo “rimbalzamento”? Perché non ci adiriamo per tutto?

A me questa cosa dà molto da pensare. Perché è ovvio che appena leggi un articolo del genere ti viene da scagliarti contro questa idiota di madre. E anche io so che la realtà è che gran parte della transfobia è tra le mura domestiche. Però, non so perché, tutta questa risonanza mi pare come se fosse una sorta di dispetto, un attacco gratuito alla genitorialità di quei genitori che chiedono  diritti per i loro figli. Come a dire: “vedete? la scuola funziona. E’ in casa il problema!”

Sia chiaro: io non ce l’ho con il gesto in sé che, se così avvenuto, dimostra veramente un bassissimo livello di quoziente intellettivo e di cultura, e non ce l’ho nemmeno con chi lo ha fatto sapere. Ma ce l’ho con la risonanza che gli ha dato la stampa e con la risposta indignata di tutti quelli che la leggono. Non può non tornarmi in mente il mio post di tempo fa che si intitolava “E’ sempre colpa della mamma!”. Ma secondo voi se quel biglietto fosse stato scritto dal padre, qualcuno avrebbe denunciato? Ma secondo voi se la situazione fosse stata al contrario (come è la maggior parte delle volte) e cioè il bambino fosse arrivato a scuola coi vestiti rosa e le maestre avessero rimproverato la famiglia, qualcuno ci avrebbe fatto un articolo?

Ho vissuto sulla mia pelle attraverso mi* figli* e attraverso i racconti di decine di genitori il disagio continuo, quotidiano, profondo dello sguardo di chi ti giudicava e giudica perché tuo figlio aveva/ha qualcosa di rosa senza che nessuno, tranne noi, insorgesse in nostra difesa e si schierasse dalla nostra pubblicamente e non con due parole all’orecchio in un angolo, e mo’ tutti indignati…..giornali, giornalisti, persone comuni. Posso non crederci? Posso avere il sospetto che sotto sotto si stia strumentalizzando la notizia per passare il messaggio sbagliato e fare, come sempre, ricadere le colpe sulla famiglia e non sulle istituzioni?

 

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