Infanzia Transgender

Perché è importante dire la verità sull’identità

“Ti ho solo detto francamente che pensavo che fosse presto per dire a tua figlia le possibilità che aveva” mi è stato detto per l’ennesima volta ieri.

Vi spiego perché è profondamente sbagliato non dire la verità.

Il disagio più comune che le persone transgender che conosco, e sono davvero tante, mi hanno raccontato di aver avuto fin da piccolissime, è stato quello di non saper dare un nome al proprio sentire. In un mondo apparentemente giallo loro sentivano di essere verdi. Non avevano nulla che non andava. Semplicemente erano verdi. E i segnali che arrivavano da fuori dicevano che il verde non esiste, che il verde è malato, che se ti senti verde hai dei seri problemi. La loro stessa famiglia, coloro che dovevano amarlə più di ogni cosa al mondo, dicevano che il verde non esiste. Come non sentirsi sbagliatə? Come non aver paura? Come non soffrire di fronte a una realtà tanto spiazzante?

Nascondere che il verde esiste non rende il mondo un mondo migliore. Nascondere a un bambino o una bambina che sa di essere di verde il fatto che sia naturale sentirsi verde è una crudeltà bella e buona. Un figlio o una figlia si fidano di te. Credono in te. Se tu neghi la loro esistenza, delegittimi il loro sentire, incolpi la loro espressione non fai altro che aprire la strada alla depressione, alla paura, all’insicurezza, all’ansia.

Per quale motivo dovremmo farlo?

Come se questo non fosse abbastanza chi insiste con il dire che bambini e bambine non dovrebbero sapere che il verde esiste si nasconde vigliaccamente dietro a un “è per il loro bene”, “non dobbiamo caricarlə di troppe cose”, “bisogna proteggerlə”, “quando verrà il momento…”. Questo a volte lo fanno le stesse famiglie, ma lo dicono soprattutto le persone pseudo-amiche che non hanno niente altro da fare che mettere in discussione il tuo operato di madre o padre o caregiver. E non si sa perché, perché spesso tu non hai nemmeno chiesto un consiglio. Ma quando cresci un figlio o una figlia transgender sembra che tuttə improvvisamente siano espertə di pedagogia, pediatria, e educazione queer. Quando la realtà è che ormai sempre più raramente qualcunə fa qualcosa per il bene deə propriə figliə. Figuriamoci per il bene deə figlə deə altrə.

La cosa peggiore è che questo non è un egoismo inconsapevole, ma al contrario è un egoismo pigro e cattivo che pur di salvare la faccia sacrifica il bene delle persone più piccole colpevolizzandole, schiacciandole, e negandole.

Non dire aə propriə figliə che essere verdi è possibile non lə renderà giallə. Lə renderà infelici.

Non dire aə propriə figliə che essere verdi è possibile non vi renderà migliori genitori. Vi renderà egoistə.

Dire aə propriə amicə che crescono un bambino o una bambina gender creative che sbaglia a validare il loro sentire perché lə espone a sofferenze, vuol dire non aver capito nulla della vita. E nemmeno dell’amicizia.

Raccontiamo aə nostrə bambinə chi sono, perché lo sono e perché lo possono essere.

Noi decidiamo di crescerlə e dobbiamo loro la nostra onestà.

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