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Viva Agedo!

Agedo, l’associazione costituita da genitori, parenti, amici di persone LGBT mi ha corteggiato per mesi perché partecipassi ai loro eventi portando la mia testimonianza.

Il corteggiamento è iniziato un bel po’ di tempo fa, solo qualche settimana dopo l’apertura del mio blog. Probabilmente era novembre 2016 e il presidente di Agedo, Fiorenzo Gimelli, mi chiama. Ricordo bene. Era verso sera. In uno di quei giorni in cui a Firenze mi ritrovavo alle 19 col frigo vuoto e uscivo a comprare al volo due cose al Carrefour express di Via delle Ruote. Ricordo che, a quell’angolo di via delle Ruote, col sacchetto della spesa in mano e i miei figli affamati a casa, ci sono rimasta parecchio mentre Fiorenzo cercava di raccontarmi chi è e che cosa fa Agedo e di quanto ci sarebbe stato bisogno di un contributo come il mio.

Io al tempo ero contraria a qualunque connessione con associazioni LGBT perché non volevo che le famiglie come la mia si spaventassero di fronte a quella sigla che crea tanto scompiglio nel nostro paese, anche se la maggior parte della gente nemmeno sa che cosa vuol dire né ne ha mai conosciuto alcun rappresentante. Forse ne ero ancora un po’  spaventata anche io. A posteriori forse posso proprio dire di sì.

Certo è che, se in quel momento rifiutai ogni collaborazione, due cose rimasero di quella lunga telefonata: la costanza con cui Agedo ha continuato a provarci, invitarmi, chiedermi, stimarmi; e la voce e la presenza di Fiorenzo, grande uomo di nome e di fatto.

Da allora tanto tempo è passato. Non solo, ma la sigla LGBT non mi fa più paura. Al contrario adesso mi è amica e si è arricchita di Q e I, che manco a farlo apposta sono la stessa sigla del quoziente intellettivo…

Lesbiche (women first), Gay, Bisessuali, Transessuali, Queer e Intersex

Io avrei qualcosa da ridire sulla mescolanza di cose che creano confusione, ma resta il fatto che tutte e sei le parole avendo a che fare con la parola “sesso”, che sia inteso come attrazione sessuale, orientamento, genere o caratteristiche più specifiche, creano, soprattutto nel nostro paese, un qualche problema. Perché il nostro paese deve difendere la “tradizione”, di chi non si sa. (Perché se difendesse la tradizione del Romano Impero…..be’… non saremmo qui nemmeno a discutere).

Dopo mesi di titubanze e con la scusa della presentazione del mio libro al Salone del Libro di Torino, accetto finalmente tre delle molte richieste di Agedo. I contatti fino a questo momento erano sempre stati telefonici a parte che con Fiorenzo Gimelli che era venuto a sostenermi alla conferenza di Firenze in regione: “Bambini in Rosa”.

Ecco che mi incontro finalmente con Rita Rabuzzi e altri genitori e nonni e amici Agedo e entro in un mondo bellissimo fatto da un insieme di persone spesso molto diverse le une dalle altre che “per caso” si sono ritrovate a percorrere la medesima strada. Capisco in un attimo l’assurdità della mia iniziale diffidenza e vengo avvolta da una “famiglia”.

Ognuno in Agedo porta la sua esperienza di vita, il suo passato, il suo bagaglio culturale, la sua fede (se ce l’ha) e ognuno viene accolto e accoglie. Quale posto migliore di una famiglia per poter crescere bambini come i nostri?

Spero che questo sia solo l’inizio di un lungo percorso insieme. Percorso che per loro dura da moltissimi anni e che per noi è solo al principio, ma che condivide valori e obiettivi: libertà e rispetto.

Grazie Agedo!

 

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