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Beyond the Gender Binary | Dr. Margaret Nichols | TEDxJerseyCity

Margaret Nichols spiega in maniera molto bella e vera l’evoluzione e le problematiche dei bambini transgender.
Per chi non sa l’inglese di seguito al video ne ho trascritto la traduzione completa!
Grazie! Mi chiamo Marty Nichols. Sono una sessuologa, una psicologa e la direttrice del centro di psicoterapia IPG (istituto per la crescita personale) qui a Jersey City.
Dal giorno della sua fondazione IGP ha sempre lavorato con la comunità LGBT ciò vuol dire che non solo  ho oltre 30 anni di esperienza di lavoro con persone transgender, ma ho proprio potuto constatare i cambiamenti.
Negli anni ottanta e novanta, tutte le persone transgender che si rivolgevano a noi erano  uomini che volevano fare la transizione per diventare donne. Erano tutti adulti. Bambini transgender erano considerati talmente rari che nel mondo intero esistevano pochissime cliniche a cui potevano rivolgersi. Anche casi di donne che volevano diventare uomini erano rarissimi.
Alla fine degli anni novanta abbiamo iniziato a vedere un drastico cambiamento. Abbiamo iniziato a vedere arrivare studenti del college che dichiaravano di essere transgender. Molti di loro erano donne che volevano diventare uomini e abbiamo iniziato a sentire usare termini come “queer” che davvero non si erano  mai sentiti prima. Dopodiché nei successivi dieci anni c’è stato un ulteriore drastico cambiamento e l’età del nostro cliente medio è scesa talmente tanto che a questo punto ci capita di incontrare uno o due nuovi clienti transgender alla settimana e quasi tutti sono studenti delle superiori o anche più giovani. Addirittura di tre o quattro anni. Magari conoscete già alcuni di loro perché sono apparsi nelle news.

Coy Mathis ( clicca qui per leggere la sua storia http://www.huffingtonpost.it/2013/06/25/coy-mathis-6-anni-transgender-il-giudice-le-da-ragione-puo-frequentare-il-bagno-delle-bambine_n_3495635.html ) è una bambina transgender di 5 anni che ha vinto una causa contro la sua scuola per poter usare il bagno delle femmine.

Jazz Jennings è una ragazzina che è stata spesso ospite di barbara walters e Rosie O’donnell  da quando aveva cinque anni. Questo anno Time magazine l’ha nominata tra le 25 teenagers più influenti dell’anno. (http://time.com/4081618/most-influential-teens-2015/).

Se non conoscete questi bambini dalle news magari ne conoscete qualcuno personalmente. Magari è un bambino che va a scuola con vostro figlio o vive nel quartiere. Esattamente come oggi tutti sanno chi sia una persona gay, in pochi anni tutti sapranno chi è un bambino transgender.

Ma da dove arrivano tutti questi bambini? E come è possibile che ce ne siano così tanti adesso e nessuno 25 anni fa?

E’ forse perché ne nascono di più?

Io non credo proprio che la risposta sia questa.

Ciò che sta succedendo è che la cultura sta cambiando ed è già cambiata così tanto che le persone transgender si sentono abbastanza sicure da uscire allo scoperto già in giovane età. I bambini transgender ci sono sempre stati, ma 25 30 anni fa non li scoprivamo finché non erano gà persone di mezza età e avevano passato la loro intera esistenza nascondendosi in segreto e vergogna.

Voglio darvi un esempio personale di quanto le cose siano cambiate. Nel 1983 io e la mia compagna Nancy abbiamo avuto un bambino, Corey,. Eravamo parte di ciò che più tardi fu definito il gay baby boom e nei tardi anni ottanta quando Corey aveva circa 5 anni voleva indossare una gonna rosa. Io e Nancy da femministe non avevamo nulla in contrario ma allora negli anni ottanta eravamo una coppia lesbica che cresceva un bambino e la società credeva fermamente che genitori gay rovinassero la vita dei loro bambini così non esisteva che noi lo lasciassimo indossare la gonna in pubblico perché saremmo andate incontro a problemi enormi che magari ci avrebbero portato alla perdita della sua custodia. Allora la disforia di genere era considerata una malattia psichiatrica rara e molto seria ed era considerata causata principalmente dalle madri ovviamente! Saremmo state accusate e ci avrebbero detto che l’unica cura per lui sarebbe stata quella di conformarsi  agli stereotipi di genere, buttare la gonna, comprarsi trattori e fucili e via. Così alla fine Nancy e io decidemmo di passare l’estate a Fire Island presso la comunità gay di Cherry Grove e lasciammo che Corey si portasse lì la sua gonna e  tutti pensarono che era carinissimo. Ora della fine dell’estate non aveva più voglia di mettersela. Nancy e io siamo state molto fortunate perché se avessimo dovuto supportarlo come bambino transgender al tempo ci sarebbe stato portato via sicuramente.  Adesso invece Cheryl Kilodavis che ha un figlio a cui piacciono le gonne rosa non solo gliele fa indossare ma ha anche scritto un libro su di lui che si chiama “My Princess Boy”.

Le cose sono molto cambiate in 25 anni. Adesso sappiamo che le persone transgender non hanno una malattia mentale. Oggi sappiamo che essere transgender è una normale variante di genere. E oggi il trattamento  che prima veniva imposto per conformarsi agli stereotipi di genere viene considerato non etico. Grazie al cielo! Perché oggi sappiamo anche che la cosa peggiore che puoi fare a uno di questi bambini è obbligarlo a conformarsi. E’ una cosa distruttiva per la loro anima obbligarli a essere chi non sono. Ed è proprio ciò che porta a una così alta percentuale di suicidi in ragazzi transgender .

Prima di andare avanti voglio darvi alcune definizioni così riusciamo a capirci meglio quando vi parlo di sesso biologico. Quando parlo di geni, ormoni, e organi genitali mi riferisco al sesso che viene assegnato alla nascita, Ma l’identità di genere è ciò che la persona sente dentro di sé, il genere a cui si sente di appartenere. L’identità di genere risiede nel cervello, quella biologica nell’organo sessuale. L’espressione del  genere è il modo in cui un bambino esprime ciò che si sente di essere. Alcuni bambini sono molto convenzionali, altri meno. Molti bambini sviluppano un’identità di gente molto forte già all’età di due/tre anni e nella maggior parte dei casi questa è in linea col loro sesso biologico. Ma c’è un piccolo numero di bambini in cui questo non succede. Jazz  Jennings è un  chiaro esempio di come un bambino sappia già a due anni che cosa è. Appena ha imparato a parlare infatti ha detto che lei era una bambina e a 5 anni i suoi genitori hanno permesso che facesse una transizione sociale da maschio a femmina. Esiste poi  un terzo gruppo di bambini che non hanno una identità di genere fissa  come il bambino di “my Princess Boy” e in questi bambini di solito non si sa la vera identità di genere fino all’adolescenza. Questi sono i bambini che chiamiamo “gender fluid”  che si sentono in parte un maschio e in parte una femmina e la cosa che hanno in comune è che con l’adolescenza quando i corpi iniziano a cambiare capiscono cosa vogliono. Se riflettiamo bene infatti i corpi dei bambini e delle bambine  non sono differenti. E’ quando invece il corpo inizia a cambiare che si capisce meglio cosa succede: ci sono ragazzini che si sentono a loro agio col loro sesso biologico, altri che si scoprono gay, e altri ancora invece che sono schifati dal cambiando  e capiscono di essere transgender (infatti è molto più comune capire di essere transgender in adolescenza che nell’infanzia come per Jazz Jennings) e ci sono altri ancora  rimangono semplicemente gender fluid e altri che stanno nel mezzo ancora e sono quelli che non vogliono essere definiti né maschio né femmina e si dichiarano quel.

Ciò che questi ragazzini stanno facendo alla nostra cultura è veramente rivoluzionario perché stanno letteralmente  rompendo il binario di genere. E il binario di genere è qualcosa che diamo talmente per scontato che nemmeno realizziamo di darlo per scontato. E’ la credenza che gli uomini vengono da marte e le donne da venere. E c’è questa chiara linea di divisione cosicché  i due binari viaggiano paralleli e non si incontrano mai. Ciò che questi ragazzini ci stanno mostrando invece è che quando lasci i bambini liberi di esprimersi riguardo alla loro identità di genere si crea un arcobaleno di gradazioni sull’espressione di genere e si capisce che i due generi (maschio, femmina) sono più un continuum che un binario parallelo.

Torniamo ora al perché la cultura è cambiata e perché la cultura supporta questi bambini in un modo mai fatto prima. La cosa interessante è che questo supporto non arriva dalla comunità gay e nemmeno da quella transgender. Arriva infatti dal cambiamento avvenuto nei genitori che hanno iniziato a comportarsi in maniera differente nel lasciare liberi di esprimersi  i loro figli. E per genitori voglio dire principalmente le mamme. Non che i papà non appoggino i figli (e sicuramente ci sono anche mamme che non appoggiano i figli… ci sono tantissime famiglie che ancora rifiutano figli transgender) , ma questo fenomeno di appoggiare i bambini transgender è arrivato principalmente dalle mamme. Tutte le più importanti associazioni che proteggono e supportano questi bambini  sono state create da mamme. Mamme femministe figlie di femministe che credevano nella libertà di essere chi sei e nel rompere gli schemi dei ruoli. Queste sono le mamme che senza problemi compravano i trattori alle loro figlie e le bambole ai loro figli e quando la cosa si è spinta un po’ più in là di quanto si aspettassero e hanno realizzato che si trovavano di fronte a un figlio transgender o gender fluid hanno fatto un respiro profondo e hanno iniziato la loro battaglia stando dietro ai loro figli, cambiando le leggi, costringendo le scuole a essere differenti, educando le loro famiglie, i loro amici, la loro comunità. Sia chiaro: non è affatto facile per loro. E’ molto difficile accettare di avere un figlio transgender. Fa paura. Confonde. E’ una cosa nuova anche per loro. Non sanno che cosa succederà ai loro figli. ma queste donne ingoiano i loro timori e affrontano ciò che devono per supportare i loro figli.

Perché tutto è importante? Perché tutti dobbiamo supportare questi bambini?

 

La ragione è molto semplice perché ognuno di noi può fare un’enorme differenza.

I bambini transgender sono vittima di bullismo e di molestie molto più di tutti gli altri e sappiamo che i bambini transgender sono quelli con il più alto tasso di suicidi di tutti i bambini. Il 57% dei bambini transgender senza il supporto dei loro cari tenta il suicidio. Percentuale che scende fino al 4% in quelli invece che sono accettati. Quindi se incontri un bambino così fai in modo che sappia di essere amato esattamente per quello che è. Ma anche se non conosci un bambino così, anche se non hai proprio figli questo problema ti dovrebbe stare a cuore ugualmente perché il centro del problema è l’uguaglianza di genere, il sessismo. Lavorando con questi bambini ho imparato che la società odia ancora talmente tanto le donne che se vediamo un ragazzino che si comporta da femmina, tutti dagli adulti in giù lo condannano. E’ uno shock per me vedere come vengono trattati questo bambini maschi che sono gender fluid. Le bambine invece possono tranquillamente essere dei maschiati. Hanno una sorta di approvazione. Per questo da piccole riescono a sviluppare una certa sicurezza e stima personale prima di doversi confrontare col mondo durante l’adolescenza. I bambini maschi invece vengono letteralmente massacrati. Ho conosciuto bambini di 4 anni che già si vergognano di mostrare chi sono e non mi sorprende quindi che da grandi gli uomini non se la sentono di mostrare la loro vulnerabilità perché da piccoli venivano puniti duramente se oltrepassavano la linea.

Quindi se credete nell’uguaglianza di genere dovere iniziare a capire che un uomo può essere vulnerabile esattamente quanto una donna può essere forte. E dovete supportare questi bimbi, sopratutto i bambini maschi. La completa uguaglianza di genere ha come presupposto essenziale una totale libertà di espressione di identità di genere.

Questi bambini sono i pionieri della vera libertà di genere. Essi ci stanno mostrando come possa essere un futuro più libero e equo.

Per tutto ciò io spero che voi li vogliate accogliere e supportare.

One thought on “Beyond the Gender Binary | Dr. Margaret Nichols | TEDxJerseyCity

  1. una bambina che fa danza classica è convenzionale? Una bambina che gioca a calcio è “non convenzionale”? E una bambina che fa entrambe le cose? E se tutte e tre queste bambine fossero semplicemente libere e se stesse? Penso che si confonda identità di genere ed espressione di genere: una donna che mette i pantaloni è donna quanto una che mette la gonna, idem per gli uomini

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